Marsilio Vidoni trascinatore dell'Amaro.

E per finire ecco la Terza. Riviviamo il campionato analizzando squadra per squadra.

AMARO  – Era una delle favorite per la promozione che infatti alla fine è arrivata dopo lo spareggio di Rigolato. C’è stato un periodo di flessione evidente che però è stato superato grazie alla compattezza del gruppo ed al buon senso del tecnico Spiluttini. Nella spareggio promozione, l’esperienza ed il cuore sono risultati determinanti.

Il personaggio:  Marsilio Vidoni. Toglietevi dalla testa l’immagine del “Vido” come uomo spogliatoio, perché il “Vido” è molto di più: goliardia, esuberanza, capacità di far gruppo, è vero, ma sarebbe giusto sottolineare che lui è ancora un signor giocatore.

ARDITA – Una delle più belle realtà dell’intero Carnico. Il progetto va avanti e la mancata promozione servirà per aumentare il grado di esperienza in una delle compagini più giovani del torneo. Si dice che un portiere, alla fine,  “porti” alla propria squadra almeno una dozzina di punti: senza nulla togliere alla grande disponibilità di Eder (portiere più per amor di maglia che di ruolo …) di punti ne sarebbe servito uno in più per evitare lo spareggio. Pazienza! Il personaggio: Daniele Della Pietra. A proposito di punti in più, il “Pik” si fa male ad una mano (ironia della sorte …) nel momento clou della stagione. Con lui le ultime giornate (spareggio compreso) sarebbero andate in maniera diversa, perché uno così è sempre meglio averlo in campo …

AUDAX – La promozione più sicura nella storia del Carnico. Un primo posto mai in discussione e la certezza matematica della Seconda arrivata molto presto. Una squadra solida, “cattiva”, programmata al traguardo finale come un computer. Il buon senso di Allotta è servito eccome, perché vincere (anzi, stravincere) quando si è favoriti non sempre è tanto facile.  Il personaggio: Lorenzo Sala. Gol a grappoli ed in tutte le salse a conferma della completezza di questo attaccante che non ha mai tradito in tema di realizzazioni. Il terminale perfetto di una complesso davvero una spanna sopra.

COMEGLIANS – C’è stato un momento in cui sembrava che i biancorossi potessero inserirsi nella lotta promozione. Poi cosa è successo? Probabilmente è mancato quel pizzico di convinzione necessaria a ragionare in grande. Una maggiore attenzione in fase difensiva avrebbe portato senz’altro qualche punto in più, ma il tecnico Candoni è riuscito comunque a creare le basi per un gruppo che con qualche innesto potrebbe tentare la salita in Seconda a breve termine. Il personaggio: Michele Zanier. Reduce da un infortunio abbastanza serio, “Michelone” si riprende alla grande e disputa una stagione coi fiocchi. Manca ancora quel pizzico di continuità necessario a consacrarlo bomber affidabile, ma lui il suo l’ha fatto, di sicuro.

FUSCA – Un’altra stagione difficile per la squadra di Fusea e Cazzaso. Non è semplice, del  resto, dare continuità a nessun tipo di progetto  quando si è costretti ogni anno a reclutare giocatori  che poi, magari, l’anno dopo decidono di cambiare. La società può avere qualche responsabilità ma è chiaro che sono responsabilità relative. L’infortunio di Enrico Moro ha privato la squadra del giocatore più qualitativo del gruppo, un gruppo segnato profondamente dalla tragedia di Umberto Puntel.  Il personaggio: Rino Peresson. Un’altra stagione di grande profitto per un elemento che non ha mai fatto mancare il suo apporto sia in termini di rendimento che di impegno. Uno sui cui in Curiedi possono contare sempre ad occhi chiusi!

LAUCO – Le premesse per una stagione da profilo basso erano note sin dall’inizio e quindi il piazzamento finale non è stato una sorpresa, ma la logica conseguenza di un periodo decisamente buio per  la compagine arancione.  Mantenere un minimo di stimoli in attesa di tempi migliori è l’obiettivo principale, puntando magari su qualche giovane anche dei paesi limitrofi. Il personaggio: Marco Cimenti. E’ chiaro che il buon Marco da solo non poteva fare miracoli, ma comunque è uno di quelli che ha cercato di tenere vivo l’interesse attorno alla squadra.

MALBORGHETTO – Vale più o meno lo stesso discorso fatto per il Lauco. Del resto ci sarebbe voluto un mezzo miracolo per evitare l’ultimo posto in classifica. Eppure i biancazzurri hanno sempre onorato gli impegni con grande dignità e se è arrivata qualche scoppola pesante, beh, non è stato un dramma, perché stavolta partecipare, per il Malborghetto, è stato quasi come vincere. Come sono lontani i tempi di Narduzzi!…  Il personaggio: Daniele Kravanja. Solo uno come lui poteva imbracarsi in un’avventura del genere. Allestire una squadra con la certezza quasi assoluta di chiudere all’ultimo posto è un atto che qualcuno ha definito di coraggio. Beh, per me non è coraggio, ma passione e dignità e questo fa onore a lui ed ai suoi ragazzi.

PALUZZA – Una mezza delusione, perché personalmente ritenevo il Paluzza squadra attrezzata per poter almeno partecipare alla lotta promozione. Ed invece, la squadra di Moser  quasi ami ha dato segnali importanti. Cosa strana perché il tecnico è preparato e l’organico sembrava ben assortito. Qualche uomo chiave ha tradito un po’ le attese e forse è mancata la convinzione necessaria per crederci. Il personaggio: Giuliano Candoni. Anche se ha lasciato solamente intravedere le sue notevoli doti, l’attaccante di Arta non ha avuto la continuità necessaria. La media realizzativa non è da buttare via, ma è mancato nelle partite che contano, anche perché talvolta si sacrificato a giocare in un ruolo a lui non congeniale.

RIGOLATO – Nessuno si aspettava la promozione,  ma di certo ci si aspettava un più deciso avvicinamento alle zone alte della classifica. Ed invece dopo un inizio quanto meno incoraggiante la squadra è andata incontro ad una stagione piuttosto anonima, non trovando mai il giusto equilibrio tra le reti segnate e quelle subite. Il personaggio: Michael Vergazzini. Il giovane attaccante (è un ’91) denota progressi sempre più incoraggianti ed i suoi margini di miglioramento sono davvero notevoli. Gol e qualità al servizio di una squadra che ne asseconda l’estro con troppa discontinuità. Lasciatemi fare anche una citazione per Enrico Durigon, autore dell’ennesima stagione positiva.

TARVISIO – Stagione tutto sommato positiva quella della società tarvisiana che continua ad investire risorse nel settore giovanile: sono oltre un centinaio i giovani interessati al progetto che prevede, poi, naturalmente, il graduale travaso in prima squadra. A proposito di prima squadra, il lavoro di Luciano Princi e Stefano Krcivoj ha dato buoni riscontri con un piazzamento finale che lascia intravedere prospettive sempre più interessanti. Da sette in pagella l’attività delle squadre del settore giovanile. Il personaggio: Giuseppe Cucchiara. Un discreto numero di gol e la sensazione di poter creare sempre qualcosa di pericoloso con la palla tra i piedi. Classe 1988, il ragazzo di Partinico, in provincia di Palermo, arrivato a Tarvisio per lavoro e rimastoci … per amore, deve solo imparare ad essere meno individualista mettendo il suo talento al servizio della squadra.

TIMAUCLEULIS – Ad inizio stagione vestiva i panni dell’outsider ed invece con un girone di ritorno a dir poco mostruoso si è costruita una promozione strameritata. Solidità, coesione, la capacità di non mollare mai:  queste le doti più importanti che Claudio Bellina ha saputo trasmettere alla squadra, anche se non vanno dimenticati i valori tecnici rappresentati dai gol di Eros Di Ronco, la spinta sulle fasce di Andrea Del Bon e la grande stagione del giovane portiere Cozzi. Il personaggio: Michele Plazzotta. Non si parla mai abbastanza di questo centrale difensivo di eccezionale affidabilità. Gioca semplice e a testa alta, dall’alto di una predisposizione naturale al ruolo e all’esperienza accumulata in tanti anni di Carnico. E’ il perno della retroguardia timavese, la meno battuta dell’intero campionato. E forse non è un caso …

VAL DEL LAGO – Il profondo rinnovamento societario lasciava prevedere una stagione di transizione e così è stato. C’è stato un momento, però,  in cui la squadra sembrava poter cullare anche progetti più ambiziosi. Alcune battute d’arresto, però, hanno ridimensionato i sogni, ma con qualche ritocco e un anno d’esperienza in più ci si può riprovare nella prossima stagione.  Il personaggio: Thomas Tonello. E’ stato il cannoniere della squadra realizzando 13 reti che in sede di consuntivo rappresentano un bottino importante. Gli è mancata la continuità necessaria a garantire un rendimento costante, rimanendo coinvolto negli alti e bassi di una squadra destinata comunque  a crescere. Proprio come lui.

VAL FELLA – L’ennesima stagione contraddittoria di una squadra che ogni anno si trova a fare i conti con profondi rinnovamenti dell’organico, stante la difficoltà nel confermare un gruppo capace di dare continuità. A tutto questo vanno aggiunte le difficoltà logistiche con l’esilio (per il secondo consecutivo) a Montenars,  che di certo non semplifica le cose. Il personaggio: Giorgio Bulfon. E’ il presidente l’unico punto  fermo, la persona attorno alla quale ruota tutta la realtà del  Val Fella.  Il suo impegno e la sua passione meriterebbero ben altre soddisfazioni. Le delusioni però non ne intaccano la voglia di fare e ad ogni stagione è pronto a ripartire con lo stesso entusiasmo.