Devid Morassi, 21 gol per il Cercivento.

Ecco qua il rendiconto della cadetteria, sempre rigorosamente in ordine alfabetico.

ANCORA  – La retrocessione poteva essere un evento possibile  e quindi è chiaro che a Prato Carnico non faranno drammi. Non è stata nenache particolarmente fortunata la squadra di Beorchia, perché in alcune partite  chiave della stagione non le è girato niente per il verso giusto. Le riscorse per sperare in un futuro più favorevole però ci sono, perché alcuni giovani interessanti (citiamo per esempio Not, Del Fabbro e Clapiz) dovranno solo acquisire quel minimo di continuità necessario per essere protagonisti.Da applausi la vittoria contro l’Arta nell’ultima giornata: uno schiaffo a chi si nutre di sospetti … Il personaggio: Alessio Casali.  C’ha messo il cuore, il bravo Alessio: si è sacrificato a fare la punta pura, denotando un attaccamento alla maglia che gli fa onore. Sottolinearne i meriti mi sembra un giusto premio.

ARTA – L’epilogo è stato amarissimo: buttare via una promozione che sembrava ormai raggiunta deve essere stato  uno shock tremendo. Non per andare controcorrente, ma il campionato dell’Arta ritengo che sia stato vissuto al di sopra dell’effettivo valore della squadra. Complesso validissimo (soprattutto in prospettiva) ma evidentemente ancora acerbo nei momenti che contano.  Il personaggio: Denny Lessanutti. Lui è il classico giocatore che dove lo metti sta, nel senso che sa fare un po’ di tutto.  Questa duttilità, alla fine, potrebbe essere controproducente,  perché magari non gli consente un’identificazione tattica di facile lettura, ma ne fa uno degli elementi imprescindibili della squadra.

BORDANO –  Quasi quasi bisognava scomodare Freud per capire cosa stesse succedendo ad una squadra che in agosto sembrava già promossa e che nell’ultimo mese di campionato stava buttando via tutto. Alla fine ha chiuso al primo posto e la cosa non mi sorprende: la ritenevo, infatti, la compagine più completa della cadetteria e quindi il primato non è stato una sorpresa. Il personaggio: Alessandro Messina. Lo ritengo da anni uno dei difensori più forti dell’intero campionato, perché ha la dote più grande che serve ai difensori: la concentrazione. Giocatore poco reclamizzato ma dal rendimento altissimo. Sono sicuro che anche in Prima il prossimo anno se la caverà alla grande!

CASTELLO  – Personalmente la ritenevo quasi al livello del Bordano: struttura societaria seria, allenatore preparato ed organico di prim’ordine. Cosa sia successo è difficile saperlo: certo, qualche episodio non è girato nel verso giusto, qualche elemento ha accusato un periodo di flessione troppo lungo  e non sempre la fortuna ha arriso alla squadra. Si sentono in giro voci che vorrebbero il presidente Mirco Carnelutti sul punto di mollare: sarebbe un peccato per la squadra e per tutto il Carnico, perché siamo di fronte ad una persona competente ed appassionata.  Il personaggio: il bomber Alain Schiratti, naturalmente.  Stagione da incorniciare per l’attaccante nato in Francia. A 36 anni ha vissuto forse la sua stagione più esaltante. Se il compagno di reparto Tomasino gli avesse dato una mano in fatto di gol, forse, l’epilogo del campionato poteva essere diverso.

CERCIVENTO  – Ovvero la forza del gruppo. Stefano Morassi, magari, non potrà essere preso ad esempio come modello di comportamento, ma gli va dato atto di aver costruito una specie di famiglia. Poche squadre riescono ad essere unite in campo e fuori come lo sono i biancorossi. Un bravo, però, il tecnico se lo merita anche per la cura che ha messo nel migliorare la fase difensiva, da sempre punto debole di un complesso a trazione anteriore. Il personaggio: Nicholas Di Lena. Non ha magari l’esplosività del padre, ma in quanto a senso tattico e visione di gioco forse gli è superiore. Nei calci piazzati, invece, sta studiano (ed è già a buon punto …) da Paolo: il mirino nei piedi.

EDERA – Ci si aspettava di più da una squadra che lo scorso anno mancò la promozione all’ultima giornata. Ed invece la squadra  ederina ad un certo punto era addirittura impelagata nella lotta retrocessione. L’incubo è durato poco, perché poi Adelchi Mazzolini è riuscito a rivitalizzare un ambiente che sembrava davvero depresso ed alla fine la metà della classifica è stata raggiunta senza affanni.  Il personaggio: Alessandro Bearzi. La solita qualità arricchita da una produttività realizzativa importante: un campionato altamente positivo, insomma. Un giocatore sempre più completo che deve solo cercare una maggiore continuità per essere uno dei protagonisti assoluti del torneo.

ILLEGIANA – Che potesse essere un campionato di transizione era ipotesi provabilissima e così in effetti è stato. La classica squadra che in attesa di tempi migliori vivacchia senza perdere dignità. Mai in corsa per la promozione ma nemmeno mai l’assillo della lotta salvezza. Da Rin è riuscito a conferire equilibrio e sostanza ad un gruppo che ha fatto esattamente quello che doveva fare e semmai qualche rimpianto c’è, è quello di non aver colto le occasioni importanti, ma la classifica finale appare onesta. Il personaggio: Ado Agostinis. La solita sicurezza in campo ed il solito carisma all’interno del gruppo. Lui è senz’altro il giocatore simbolo, il tratto d’unione tra la grandezza dell’Illegiana che fu con la speranza dell’Illegiana che sarà: a 36 anni e con un grave infortunio superato rimane uno dei centrocampisti più importanti del Carnico.

LA DELIZIA – Una discesa senza fine, in due anni dalla Prima alla Terza. L’importante è non farne un dramma, perché nella storia di una società di calcio capitano momenti come questi. Niente va per il vesro giusto e c’è una difficoltà di rinnovamento che può presentare un conto salato da pagare. Rimboccasi le maniche, ripartire da zero senza progetti a breve termine. Questo dovrà essere l’obiettivo di una squadra che al momento ha poche certezze. Il personaggio: Manuel Spangaro. Lui è uno di quelli che non tradisce mai ed anche in una stagione tanto negativa è riuscito, comunque, a ritagliarsi il ruolo del migliore. Voci di mercato lo vogliono in partenza da Priuso e sarebbe davvero una grande perdita, perché sono quelli come lui a rappresentare, nei momenti di difficoltà, i punti fermi dai quali ripartire. Anche se sarebbe giusto assecondarne le ambizioni.

RAPID – Tanto di cappello a Max Martina che ha saputo spremere il meglio da ogni suo giocatore. Solo così poteva centrare una salvezza che in molti consideravano un miracolo. L’età media molto alta ed un calcio che in molti hanno definito all’antica erano strade obbligate e Martina, assieme ai suoi ragazzi, le ha percorse con la consapevolezza che erano la via migliore per arrivare alla meta. Il personaggio. Mauro Fior. Giocatore di grande umiltà e soprattutto di grande intelligenza calcistica. Lui è uno di quelli che giocano semplice come fanno i giocatori bravi: scarno, essenziale ma estremamente redditizio.

RAVASCLETTO – Una salvezza che sembra un miracolo, perché a fine giugno la squadra era praticamente retrocessa, con un punto in otto giornate. Un disastro per una squadra profondamente rinnovata e con molti giovani. La tragedia di Rudi De Infanti sembrava il colpo di grazie per il morale ed invece Fabrizio Morocutti ha tenuto duro compiendo un piccolo capolavoro. I meriti del tecnico sono stati trascurati ed invece sono stati molti di più di quanto lasci intendere un esame superficiale della stagione dei bianco verdi. Le super parate di Omar De Infanti ed i gol decisivi di Erik De Infanti (nonostante il momento particolare) rappresentano altre chiavi di lettura molto importanti.  Il personaggio: Franco De Crignis. A parte il rendimento molto alto (nonostante abbia dovuto adattarsi ad un ruolo nuovo per lui), il buon “Pacio” è stato un esempio di comportamento e serietà.

SAPPADA – Dal sogno delle prime giornate al … bisogno dei punti salvezza nel finale di stagione. Davvero indecifrabile il campionato dei sappadini. C’è stato un momento in cui la squadra di Ugo Da Rin sembrava avviarsi ad un ruolo da protagonista ed invece una caduta verticale ha fatto temere il peggio. Nella fase finale della stagione, invece, il Sappada si è riscattato. Per la promozione non c’era più niente da fare, ma per la salvezza non ci sono stati davvero problemi. La solidità della squadra ed il valore dell’allenatore potrebbero essere, a breve termine, il primo passo verso un progetto più ambizioso, a patto di trovare i giusti equilibri.  Il personaggio: Gianluigi Fontana. Mezzi fisici e tecnici di prim’ordine e margini di miglioramento davvero smisurati per  il “bomberone “  biancazzurro. Quando riuscirà a metter e d’accordo il talento con la regolarità sarà un giocatore determinante.

STELLA AZZURRA – E’stata un’annata in cui non ha funzionato davvero niente e come sempre succede, in questi casi, le colpe vanno suddivise: società, allenatore e giocatori hanno tutti le loro responsabilità. Nessuno, in verità, si è esentato da una bella autocritica. E’stata una stagione difficile per tutto il calcio gemonese (si pensi anche a Campagnola e Castello), segno che qualcosa non ha funzionato a livello di ricambio. E’giusto però sottolineare che la Stella ha sempre onorato con grande correttezza e lealtà gli impegni, giocandosela anche quando la matematica l’aveva condannata. Il personaggio: Paride Pecoraro. Indichiamo lui perché come fuoriquota ha garantito impegno e rendimento. Ma anche gli altri giovani della squadra (Perez, Fontana e Venturini) hanno comunque suscitato impressioni positive. Ed è proprio su di loro che la Stella Azzurra dovrà puntare per un rilancio che assicuri anche un minimo di continuità.

VELOX  – Un finale di stagione semplicemente incredibile. Dopo l’inizio così e così, la squadra di Luca Craighero ha infilato una serie impressionante di vittorie che l’hanno portata al vertice. L’incredibile sconfitta patita con l’Arta nel penultimo turno sembrava  aver vanificato tutto, ma gli ultimi 90’ hanno regalato una promozione sulla quale in pochissimi avrebbero scommesso. Grandi meriti al tecnico, naturalmente, ma anche al portierone Bonanni (stagione da incorniciare la sua) ed alla coppia di centrali di centrocampo Emanuele Ferigo – Gabriele Fabiani (la meglio assortita della categoria). Il personaggio, però, non può essere che Jean  Jacques Maion: la rabbia, la “fame” agonistica, la voglia con le quali si è avventato in campo hanno rappresentato la chiave decisiva per la promozione gialloblu. Il giocatore simbolo di una squadra dal cuore grande e dalle risorse infinite. Proprio come lui!

VERZEGNIS – Era la squadra sulla quale avrei scommesso, perché aveva tutto, ma veramente tutto, per puntare al salto doppio in due stagioni. Cosa è successo, allora? Difficile dirlo quando non si conoscono da vicino le vicende delle squadre. Proviamo ad azzardare qualche ipotesi: un pizzico di presunzione oppure l’inesperienza (in considerazione dell’età media della squadra) oppure qualcosa che abbia incrinato i sottili equilibri che reggono un gruppo abituato a vincere.  A mio modo di veder, comunque, il Verzegnis  si è dimostrata la squadra più bella da vedere e questo è un buon viatico verso la prossima stagione.

Il personaggio. Ivan Cisotti  per me rimane uno dei giocatori in prospettiva più validi di tutto il campionato: la capacità di vedere il gioco, la semplicità del tocco e la tendenza a verticalizzare la manovra ne fanno uno dei centrocampisti più in vista del Carnico. Classe 1989, Ivan ha tutto il tempo per migliorare e diventare il vero leader della squadra.