La Pontebbana seconda in classifica

Pregi e difetti, vizi e virtù e tutto quanto è accaduto nel pagellone finale riservato alla Prima categoria con le squadre non  in ordine di classifica, ma alfabetico. Nelle prossime settimane anche la Seconda e la Terza.

AMPEZZO – La salvezza era il massimo dei traguardi oggettivamente preventivabili. Fin dalle prime giornate, però, il compito appariva tremendamente arduo, causa un organico con molte lacune nei ruoli chiave.  Il tecnico Rassati, che pure è un ottimo conoscitore delle cose di calcio, non poteva di certo fare di più.  La squadra appariva carente in ogni reparto per potersi giocare le proprie possibilità . Il personaggio: Mirco Burba, naturalmente. Nel bene e nel male, l’attaccante bonsai dei biancorossi è stato la chiave della stagione, perché all’inizio era lo spauracchio delle difese, poi, una volta trovategli le contromisure è stato limitato nelle sue giocate.
Dategli un compagno di reparto di peso ed un centrocampo pronto  sacrificarsi per lui.

 

CAMPAGNOLA – Una campagna acquisti rivolta più verso la Carnia (Gressani, Radina, De Cristofano e mettiamoci anche Degli Uomini e Crea)  che verso il Friuli aveva fatto pensare ad una squadra con caratteristiche diverse rispetto a stagioni passate, quando ai gemonesi si rimproverava  di essere poco “montanari”.  La solita serie di infortuni ed una squadra che non ha mai dato l’impressione di decollare veramente. Barburini ha qualche colpa, certo, ma non tutte …  Il personaggio: Vincenzo Radina.  Lo avevano preso per  ovviare alla mancanza cronica della famosa prima punta. Il “Vince”, in effetti è una prima punta atipica, perché nei sedici metri finali ci sa fare, ma non con quelle doti di finalizzatore in proprio. I calci piazzati restano la sua specialità, ma forse, alle spalle, avrebbe avuto bisogno di una squadra diversa.

CAVAZZO – Quando prendi gente come  Roberto Agostinis, Tassotti e Budini, non lo fai per fare il salto di qualità. Lo fai per provare a vincere. Ed invece, nonostante un inizio carico di premesse, in piene estate il Cavazzo si era già defilato, come troppo spesso gli è capitato in queste ultime stagioni. Infortuni a parte, qualcosa non ha funzionato nemmeno a livello di conduzione tecnica ed il buon Mansutti ha lasciato il posto a Rugo, senza che le cose migliorassero, peraltro.  Il personaggio: Alessandro Martini. Un rendimento altissimo per tre quarti di stagione, poi, fatalmente, anche lui è calato, coinvolto nell’involuzione di tutta la squadra. Però, a mio modo di vedere, è stato uno dei migliori esterni del campionato, interpretando il ruolo in maniera totale: copertura, spinta ed anche gol pesanti. Un giocatore in continua evoluzione tecnico tattica.

CEDARCHIS – Altra delusione stagionale, anche se gli scricchiolii avvertiti un anno fa erano segnali premonitori da non trascurare. E’ mancato il regista della difesa (ruolo interpretato alla grande da Tassotti nelle stagioni dei trionfi), è mancato il miglior Roberto Quaglia ed anche Rella, nella zona centrale, non ha giocato come sa. In avanti, Moro ha vissuto una delle sue stagioni meno brillanti, mentre si è salvato Granzotti anche se i suoi gol sono arrivati a stagione ampiamente compromessa.  Il personaggio: Massimo Quaglia.  E’ stato forse quello col rendimento più continuo. A 40 anni il buon Massimo si rivela elemento ancora prezioso e soprattutto denota un grande senso di adattamento, giocando  in ruoli diversi senza fare una piega. Davvero un esempio.

FOLGORE – La salvezza (obiettivo prefissato) è stata raggiunta,anche se , personalmente,  ero tra quelli che davano buon credito alla compagine biancorossa. Inizio anche brillante, indipendentemente dai risultati, ma la dipendenza da Adami era il sintomo che qualcosa non funzionava per il verso  giusto. Un conto è fare affidamento su un giocatore, un altro non saperne prescindere. Martarello ha pagato più del lecito l’adattamento ad un campionato atipico come il nostro ed anche Paschini e Tosoni hanno reso meno del loro valore.  L’allontanamento di De Sandre è stato gestito in maniera egregia dal duo Brovedani – Morocutti, che sono arrivati alla salvezza, nonostante nel frattempo Adami avesse traslocato a Magnano in Riviera.  Il personaggio: Patrick Adami, naturalmente. Prima di andare a misurarsi nel campionato regionale, ha lasciato in dote alla squadra il numero di gol necessari per arrivare alla salvezza. Fino a che è rimasto nel Carnico, semplicemente uno spettacolo!

MOBILIERI – Una delle sorprese positive della stagione, l’esaltazione del concetto di collettivo. Senza ombra di dubbio si può dire che è la squadra che più di ogni altra è andata alla ricerca della manovra per arrivare al risultato. Strutturalmente non aveva elementi in grado di imporre il gioco ed allora grande cura nella fase difensiva e contropiede ragionato, esaltato dall’ennesima straordinaria stagione di Paolo Di Lena. Elementi da seguire con molta attenzione anche i giovani Michele Straulino e Bruno Valle. Date queste premesse è chiaro che se nel Carnico esistesse un premio tipo “Panchina d’oro”  lo vincerebbe l’allenatore sutriese Rossano Del Frate. Da ricordare la grande stagione della formazione juniores, arrivata in finale e sconfitta solo ai rigori dalla favorita Ovarese. Il personaggio: e chi se non Paolo Di Lena? A gennaio compirà 42 anni ma alzi la mano chi, vedendolo giocare, non pensi ad una carta d’identità falsificata (altro che il passaporto di Recoba …). Nella stagione che doveva consacrare Mauro Lancerotto come uno dei top del campionato, a rubare la scena è sempre e solo super Paolo!

MOGGESE – Il campionato dei bianconeri meriterebbe un’analisi approfondita, perché nel girone di ritorno la squadra ha viaggiato a ritmo scudetto. Non sappiamo se Biasizzo avesse delle colpe specifiche, anche perché la squadra comunque giocava, aldilà dei risultati che non erano esaltanti. Con Brollo è arrivato tutto il resto: fiducia, presa di coscienza e risultati. Prove ne sia che la squadra si sarebbe salvata anche con i punti ottenuti solo col nuovo tecnico. Lampi di Gervasi, il solito contributo di Iob in zona gol ed il fosforo di Screm tra gli elementi da sottolineare. Il personaggio: Claudio Brollo. Trovatemi, negli ultimi anni un allenatore che incida più di lui sui destini delle squadre che allena: uno scudetto ed una Coppa ad Arta, una promozione con l’Ampezzo e questa salvezza di Moggio che resta un piccolo capolavoro. E’ l’allenatore del Carnico che più di ogni altro migliora il rendimento dei giocatori che allena: un grande merito.

OVARESE – Stagione resa memorabile dalle vittorie in Coppa e Supercoppa, mentre in campionato la squadra di Mecchia non ha saputo ripetere la stagione scorsa. In squadra ci sono molti giovani e con loro la costanza di rendimento spesso risulta non così scontata. Tutti comunque (a cominciare da Rudi Rupil e Rudi Coradazzi)  hanno giocato un gradino al di sotto del loro effettivo, grande, valore e questo spiega il campionato mediocre della compagine di Micoli. La vittoria nel torneo juniores apre ulteriori prospettive verso un futuro a tinte biancazzurre.  Il personaggio: Manuel Gonano. Classe 1993 ed un futuro che potrebbe essere davvero importante.  Ha tutto per poter diventare veramente un grande attaccante: fisico, tecnica e quella qualità che le punte di razza non hanno bisogno di allenare perché ce l’hanno dentro: il senso del gol.

PONTEBBANA – Un secondo posto finale che rappresenta una specie di apertura di credito presso la … banca dello scudetto. La banda Cappellaro paga la stagione “normale” di Matteo Cappellaro e qualche infortunio di troppo. Ma il materiale per lavorare e migliorare è di ottimo pregio. Ampliare la rosa e trovare la convinzione nei propri mezzi che serve nei momenti chiave della stagione: eccoli i punti sui quali (in accordo con la società) dovrà lavorare Giorgio Cappellaro. La squadra, a volte, da’ l’impressione di soffrire le partite decisive. La vittoria ottenuta ad Imponzo è arrivata a giochi praticamente fatti, per esempio, Però da quella partita i biancazzurri potrebbero prendere coscienza che se la possono giocare alla pari con chiunque.  Il personaggio:  Manuel Sgobino. Non so quanti saranno d’accordo su questa scelta, ma Sgobino ha dimostrato di essere l’uomo giusto per il disegno tattico di Cappellaro. Vale a dire quella prima punta in grado di dare profondità alla velocità di Del Bianco, Gollino e Marcon.

REAL – Scudetto meritatissimo, perché i biancorossi non hanno mai accusato cali di forma o di concentrazione. Ormai giocano col piglio della grande squadra ed anche nelle domeniche di estro più scarso riescono a portare a casa il risultato. Quando si ottiene il massimo col minimo sforzo è come aver conseguito il diploma da grande squadra! Un paio di battute d’arresto sono lo scotto fisiologico che ogni squadra paga nel l’arco di una stagione. La vittoria finale è comunque il verdetto più giusto per quella che si è dimostrata la squadra più forte. Il personaggio: Ivan De Crignis. Di Marvin Matiz, Vidoni e De Giudici si è detto ormai tutto. Ed allora è giusto rimarcare l’umiltà, il grande spirito di adattamento e l’entusiasmo con cui Ivan si è buttato in questa avventura. Lui, abituato a giocare in squadre sempre in lotta per la salvezza,  si è calato alla perfezione in una realtà completamente diversa per ambizioni e traguardi. La sua duttilità è stato un valore aggiunto per il tecnico Ortobelli.

SAN PIETRO – Da quelle parti se l’aspettavano, visto che la squadra non si era rafforzata d anzi aveva perso un paio di elementi di valore. L’inizio di stagione sembrava, poi, confermare la tendenza con la squadra che stentava a far punti. La clamorosa impennata di luglio ed agosto aveva fatto intravedere la possibilità di una salvezza che avrebbe avuto, a quel punto, il sapore dell’impresa. Un paio di risultati negativi negli scontri chiave  hanno infine determinato una retrocessione vissuta comunque a testa alta. Da ricordare che la squadra viola ha schierato tra i pali quel Remo Casanova che è l’estremo difensore titolare più giovane del campionato.  Il personaggio: Francesco Pradetto è stato ancora una volta il miglior giocatore del San Pietro: puntuale e preciso nel suo ruolo di difensore centrale si è reso protagonista anche in fase offensiva, realizzando reti importanti e garantendo sempre alla causa il massimo impegno.

TRASAGHIS – La solita partenza frenata in attesa dei tanti “amatori” continua ad essere l’elemento negativo dell’approccio al torneo della squadra bianco verde. Quando poi i vari Piu, Boreanaz, Cleva e compagnia iniziano ad ingranare, c’è spazio solo per togliersi qualche bella soddisfazione, ma non per poter avere ambizioni di primato, perché il vertice, a quel punto, è oggettivamente troppo lontano. La sonante vittoria col Real  resta la pagina più bella di una stagione come sempre contrastante e piena di “vorrei ma non posso”.  Certe giocate dei grandi solisti del Trasaghis, comunque, fanno solo intuire quello che questa squadra potrebbe rappresentare con qualche innesto mirato ed una disponibilità maggiore dei suoi pezzi da novanta … Il personaggio: Maurizio Fedele. Non è semplice allestire una squadra che ogni anno sembra un albergo con gente che va e gente che viene. Eppure lui c’è riuscito, creando un gruppo del quale è stato una specie di factotum. Sarà anche un personaggio scomodo, per certi versi, ma in quanto a intuizioni calcistiche e serietà nell’impegno non è davvero secondo a nessuno.

VAL RESIA – Se l’entusiasmo, la voglia di fare e la passione portassero punti, il Val Resia sarebbe per lo meno a metà classifica. Purtroppo, però, le cose non vanno così, perché per far punti, oltre alle qualità appena citate, bisogna aggiungere una rosa competitiva, elementi di talento ed esperienza ed un pizzico di fortuna. Il fatto che quasi tutti i giocatori rossoblu fossero alla loro prima volta nella massima categoria ha influito non poco sui destini di una squadra che ha dovuto spremersi sul piano fisico per colmare il gap tecnico patito nei confronti della concorrenza. L’infortunio di Giovanni Micelli, inoltre, ha privato la squadra di un giocatore molto valido ed in grado di far sentire il suo peso in fase offensiva. Il personaggio: Alessio Buttolo. Qualche gol e la capacità di essere sempre molto pericoloso grazie alla velocità ed alla propensione immediata alle verticalizzazioni. Sarei curioso di vederlo in una squadra di vertice, perché “Ale” sembra avere tutte le caratteristiche della punta affidabile.

VILLA – Una seconda parte di stagione da incorniciare. A metà stagione la squadra sembrava avviata verso una retrocessione amara e francamente non pronosticabile. Il ciclo Gonano si è chiuso senza colpe particolari del tecnico ovarese. Forse i giocatori avevano bisogno di una scossa a livello di stimoli per non nascondersi dietro un comodo alibi. La scelta societaria di puntare su Mauro Di Lena, tecnico della formazione juniores si è rivelata vincente proprio in questo senso. La valorizzazione di giovani come Moroldo e Conni è un indizio importante su quelle che saranno le strategie del futuro. Il personaggio: Mauro Di Lena. Il tecnico di Rivo di Paluzza doveva essere il classico traghettatore per qualche giornata. Ed invece si è rivelato la mossa vincente del presidente Dorigo: umiltà, passione, spirito di sacrificio e tanto lavoro sul campo sono le doti che Di Lena ha cercato di trasmettere ai suoi giocatori, che lo hanno seguito fin dalle prime giornate. Nella salvezza (arrivata grazie anche all’impiego di qualche ragazzino delle giovanili)  c’è, insomma, tanta farina del suo sacco!