La Coppa dell'Ovarese: il "caso" dell'anno

Un anno di Carnico, rivissuto attraverso le lettere dell’alfabeto. Un modo semi serio di ripercorrere 6 mesi di gol, personaggi, spunti, polemiche e tutto quanto ci ha regalato il campionato 2010. Chi vuole può fare un alfabeto tutto suo: promettiamo di pubblicare quelli più interessanti.

A come Amaro. La promozione arriva nello spareggio con l’Ardita. Ma la lettera A è la grande protagonista della stagione, perché per A iniziano anche l’Arta (che butta via una promozione incredibile sul campo dell’Ancora già retrocessa), l’Audax (che a metà estate era già praticamente promossa) e l’Ampezzo che ritorna in Seconda dopo solo un anno.

B come Bordano. Quella che sembrava una promozione sicura è stata messa a rischio dopo la sosta di Ferragosto con una serie di quattro sconfitte consecutive che avevano fatto temere il peggio. Alla fine, però, biancorossi in Prima da primi in classifica. Giusto, perché erano davvero la squadra più forte della cadetteria.

C come Cavazzo, Campagnola, Cedarchis e Castello. Anche in questo caso l’iniziale accomuna diverse compagini: i pronostici le accreditavano, ma il campo ha detto il contrario. Ripensando ad inizio stagione, quasi quasi vien da dire C come… catastrofe!

D come derby. Quello di Villa, naturalmente, perché è una partita che si gioca sempre: in campo, nelle chiacchiere e nelle discussioni che lo precedono e lo seguono, nei bar di Villa ed Invillino. Niente da dire, in questo momento è il derby più sentito, col Villa che proprio nel finale ha superato in classifica i cugini…

E come erba. E’ sempre più verde quella dei campi del Carnico. Sono davvero pochi i manti erbosi al di sotto della sufficienza. Difficile scegliere migliori e peggiori. Aspettiamo i commenti dei giocatori…

F come fuoriquota. Il secondo anno con lo juniores in campo obbligatoriamente è stato positivo. Solo un risultato è stato variato a tavolino: quello del match Ravascletto – La Delizia, con la sconfitta per i padroni di casa rimasti in campo per 6’ senza il fuoriquota. Complimenti a tutti per non aver messo in scena manfrine suggerite da cavilli del regolamento.

G come gol. L’essenza del calcio, il momento decisivo e culminante, l’attimo che fa esultare e disperare. L’Audax con 84 reti all’attivo è la squadra più prolifica, mentre il Timaucleulis, con 20 subite, è quella più ermetica. Solo 19, invece, le segnature della Stella Azzurra e 91 al passivo quelle del Malborghetto.

H come hockey. A Pontebba è lo sport più importante, ma anche il calcio sta dando segnali di risveglio, visto che la squadra di Giorgio Cappellaro ha chiuso al secondo posto a meno 5 dal Real. Vista l’età media della squadra biancazzurra è facile prevedere un futuro molto interessante…

I come ignoranza. Sarebbe bene non dimenticare gli episodi che hanno visto coinvolto il Castello e Raffaele Ferraiolo giocatore del Rapid. Il razzismo è figlio dell’ignoranza e della sottocultura prima che di ideologie strampalate. Il Carnico deve far discutere ma soprattutto aggregare e non dividere. Il campanile è un conto, l’ignoranza, un altro…

J come Juventus. No, no, non c’entra niente la squadra di Torino, o meglio, c’entra solo di riflesso. Juventus, infatti, è il nome che il signor Cinguri (un albanese che vive a Cercivento) ha voluto dare al proprio figlio in onore alla squadra per cui fa il tifo. Il ragazzino, classe 1993, sembra se la cavi alla grande col pallone tra i piedi e molte squadre gli hanno già messo gli occhi addosso. Uno da tenere d’occhio, insomma.

K come Kravanja. Daniele, presidente del Malborghetto, è uno dei personaggi dell’anno. La sua squadra ha vissuto la stagione che tutti le pronosticavano. Ma l’importante era partecipare e la delusione più grande per il presidente è stata quella di non essere riuscito a vincere la Coppa Disciplina. In compenso, il buon Kravanja è stato uno degli animatori più vivaci del sito, con commenti mai banali e sempre molto stimolanti…

La come La Delizia. In due anni dalla Prima alla Terza. Due stagioni da incubo per la squadra di Priuso, che paga l’epidemia di una vallata che non ha vissuto una stagione esaltante (vedi anche l’Ampezzo retrocesso e l’Edera poco più che mediocre…).

 

M come Matiz. Il buon Marvin è stato, secondo, me il miglior giocatore del campionato in termini di rendimento. Versatilità, personalità e un’evidente crescita tattica lo rendono un centrocampista di grande spessore. A tutto questo vanno aggiunte le cinque reti realizzate e la grande capacità di reazione alla scomparsa del papà Lorenzo.

N come nostalgia. Quella di un campionato tecnicamente più valido. Il Carnico, fino ad una ventina di anni fa, privilegiava la qualità. Oggi, tanta corsa, tanto agonismo e molta fisicità. Chi rimpiange le giocate di molti artisti del pallone, però, dovrebbe valutare con altrettanto spirito critico di quanto sia migliorato l’aspetto tattico. E non è facile per chi si allena solo due volte la settimana…

O come Ortobelli. Qualche anno fa, al termine di un’intervista, gli chiesi cosa avrebbe risposto nel caso in cui una squadra in grado di competere per il titolo lo avesse cercato. “Ma figurati se chi deve vincere il Carnico pensa a me!” fu la risposta. In tre anni di Real ha vinto due scudetti ed una Coppa Carnia, imponendo alla squadra il suo credo calcistico. Mamma mia…

P come polemiche. Sono il sale del calcio e servono al movimento anche quando sembrano sterili e senza senso. Dalla finale di Coppa Carnia, alla questione Amatori, dalla scelta delle sedi per spareggi e finali di Coppa e Supercoppa alla questione fuoriquota, dalla dietrologia che anima le ultime giornate del torneo ai torti arbitrali. Un modo di confrontarsi che conferma l’interesse intorno al Carnico e che ha trovato sul nostro sito una grande vetrina.

Q come quattro-quattro-due. E’ il modulo adottato da moltissime squadre; forse perché è quello che offre la maggiore copertura tattica ed è quello che non abbisogna di equilibri precari. Ogni tanto si è rivista anche la vecchia difesa ad uomo, strategia da non sottovalutare in un torneo in cui il fuorigioco, per il direttore di gara, è più un’intuizione che una certezza.

R come ricorso. Quello del Cedarchis dopo la finale di coppa persa contro l’Ovarese è stato l’evento che ha fatto più discutere. Senza entrare nel merito (anche perché davvero è stato detto tutto e di più), è giusto che alla fine la Coppa sia finita nella bacheca dell’Ovarese, la squadra che l’aveva vinta sul campo.

S come salvezza. Alzi la mano chi avrebbe scommesso su quella del Ravascletto (un punto dopo otto giornate!…). Invece, Fabrizio Morocutti è riuscito a tenere duro e portare in salvo la squadra, duramente colpita anche dalla scomparsa di Rudy De Infanti. Niente male, però, anche la salvezza del Rapid, squadra che i pronostici davano tra le retrocesse sicure.

T come Timaucleulis. La promozione è arrivata quasi senza accorgersene. Un girone di ritorno semplicemente entusiasmante e la banda – Bellina è volata in Seconda. Tenuta difensiva, centrocampo di quantità e Eros Di Ronco a segnare con molta regolarità. Non ci sono segreti per questa squadra che assomiglia al suo allenatore: sostanza e pragmatismo.

U come Udinese. La squadra simbolo della regione è tornata in Carnia dopo qualche anno. Ci sono stati pro e contro, naturalmente, anche se resto dell’idea che in termini pratici il ritiro di Di Natale e compagni non abbia portati vantaggi tangibili per il Carnico.

V come Vidoni. Super Stefano da molte stagioni è capace di “condizionare” il torneo con i suoi gol. Quest’anno ha fatto ricredere i molti che lo davano sul viale del tramonto. Avercene, di Vidoni…

W come web. La nuova formula di carnico.it è stata un’intuizione davvero geniale. La possibilità di inserire commenti ha finito per coinvolgere le persone che si sono sentite (giustamente) parte in causa. Un invito: continuate a scriverci, perché così la prossima stagione sembrerà più vicina.

X come pareggio. E’ il Cedarchis la squadra che ha pareggiato di più (11 volte), mentre il Lauco impattando solo in un’occasione è quella che lo ha fatto di meno. Nell’era dei tre punti, il pareggio spesso equivale ad una mezza sconfitta, anche se a volte muovere la classifica è sempre importante.

Y come Youtube. Dopo Google e Facebook è il terzo sito più visitato al mondo e da qualche stagione offre anche filmati sulle partite del Carnico. Nella hit dei gol più belli documentati nel sito, il primo posto spetta alla realizzazione di Enrico Cipollone della Moggese nella partita contro la Folgore del 25 luglio. Da vedere.

Z come zero. L’unico zero che compare nelle classifiche delle tre categorie è relativo alla differenza reti dell’Ovarese (42 gol fatti e 42 subiti). Campionato così così per la squadra di Mecchia che però si è aggiudicata Coppa Carnia e Super Coppa. Mica male…