Il 1° Memorial Nicholas Riolino e Rudy De Infanti è stato soprattutto una grande festa. Hanno vinto tutti, tutti quelli che hanno partecipato, segnato, parato, sbagliato rigori… Però siccome c’è stato un torneo, il dovere di cronaca mi impone di dare il risultato finale. Ha vinto Casteons, ovvero la località di Paluzza dove abitava Nicholas. Il destino, a volte, si diverte anche così…
Michael Plazzotta, consigliere comunale di Paluzza con delega alle politiche giovanili ed allo sport e membro della Pro Loco, uno degli ideatori di questa giornata, chiediamo come è nato il progetto di questa manifestazione.“Il memorial – dice Plazzotta – era già in cantiere da un po’ di tempo. Lo abbiamo pensato con la stessa formula del “Palio das Cjarogiules”, con la partecipazione della contrade del paese  ed in più i paesi limitrofi. Quando è stata decisa la data non c’è stato neanche bisogno di mettersi d’accordo a chi andasse dedicata la giornata”. La musica e l’allegria sono stati gli ingredienti di questo giorno. “Certo! Se avessero potuto scegliere loro avrebbero scelto così: deve essere una festa. Son sicuro che sono contenti. Dico, sono contenti, non sarebbero, perché loro, oggi,  sono qui con noi a fare festa”. Michael, il tuo ruolo, il tuo impegno ti impongono anche altri tipi di riflessione. “Dire che certe tragedie dovrebbero far riflettere mi sembra banale. Purtroppo, però, l’impatto emotivo dura quel che dura e forse ci si dimentica troppo in fretta. Anche se devo dire che forse molti giovani hanno cambiato atteggiamento e questo è il regalo più bello e prezioso che Nicholas e Rudy ci hanno lasciato”.

Mischiati tra la gente Lorena (mamma di Nicholas) e Gianni (papà di Rudy). Lorena piange, di un pianto che sembra sereno. Forse quella serenità che ha perso una serata maledetta di qualche mese fa le viene restituita dall’enorme manifestazione di affetto per il suo Nicholas. “ Non posso piangere. Non devo. Nicholas non voleva ed ogni volta che mi vedeva farlo, iniziava a dire stupidaggini per farmi sorridere. Sapevo che mio figlio aveva tanti amici, ma una dimostrazione così non me l’aspettavo”. Gianni, lo sguardo serio e la voce bassa, si scioglie un po’ quando vede i palloncini bianchi salire verso il cielo. “Vorrei solo che lassù dove sono stiano bene. Stiano meglio di come stiamo noi quaggiù. Ma è giusto morire così? Due ragazzi così dovevano vivere, vivere e godersi la vita…”. State tranquilli, Lorena e Gianni, Nicholas e Rudy ci sono e vivono in ognuno dei ragazzi che oggi è qui per loro.