Riceviamo e pubblichiamo lo sfogo del presidente del Malborghetto. Secondo Daniele Kravanja, il calcio amatoriale, in Alto Friuli, potrebbe rappresentare  l’inizio della fine del Carnico. Vediamo le argomentazioni a sostegno della tesi, offrendo ai lettori interessati (e probabilmente saranno in tanti…)  il diritto di replica.

Mi sembra giunto il momento di esternare a livello personale il mio enorme disappunto, peraltro condiviso dalla (ancorché silente…) quasi totalità degli addetti ai lavori, per stimolare i responsabili della F.I.G.C. – L.N.D.  del Friuli Venezia Giulia ad iniziare a fare una doverosa ed opportuna riflessione sulle problematiche che stanno uccidendo a fuoco lento un’istituzione sportiva storica e ricca di tradizione quale il “Campionato Carnico”.
Oggi come oggi diverse società sono in grande difficoltà. Sia per problemi economico/finanziari, sia per carenza di organico (leggasi pochi giocatori disposti a giocare gratis), sia per la mancanza di persone disposte ad impegnarsi seriamente a livello dirigenziale. Alcune società, poi, si trovano a fronteggiare questi problemi tutti insieme.
Sarà forse una coincidenza (ma io credo di no…) ma l’inizio della fine del Carnico trova la sua origine nella scellerata decisione di consentire che al “parallelo” campionato Amatori possano partecipare calciatori di ogni età.  Dai sedicenni agli ultracinquantenni.
Un perentorio limite di età (ad esempio 30 anni) sarebbe opportuno per evitare l’esodo di calciatori dal Carnico agli Amatori e per impedire che il Carnico vada a rischiare la propria sopravvivenza.
Perché i calciatori preferiscono giocare negli Amatori ?
Principalmente perché si gioca di sabato o di venerdì. Quindi la domenica ognuno è libero di fare quello che vuole e andare dove gli pare. E, poi, per gli allenamenti settimanali non serve rompersi la schiena.
Un rimedio immediato ? Anzi due …
1) impedire normativamente la partecipazione al campionato “Amatori” a giocatori di età inferiore a 30/32 anni (ovviamente a quelli già tesserati con società del Carnico);
2) stilare i calendari del “Carnico” imponendo le partite al sabato sera a tutte quelle squadre che sul proprio campo dispongono dell’impianto di illuminazione.
Che dire poi dell’esosità delle pretese dei giocatori ? Ci sono calciatori che per disputare un campionato di cinque-sei mesi chiedono compensi di 2.000, 4.000 o anche 6.000 euro (ovviamente in nero… e mascherati dalla voce “rimborso spese”). Cifre, queste, al netto di rimborsi spese per carburante e  fornitura di attrezzature.
Poi, magari, quegli stessi giocatori sarebbero disposti a giocare gratis negli Amatori pagandosi da soli la benzina, comprandosi le scarpette, la tuta, la borsa e mettendoci pure la quota associativa…
Che vergogna. Ma si gioca per passione o no ? Ma per cosa hanno preso il Carnico ? Per un torneo di professionisti ?
Noi del Malborghetto siamo ultimi nell’ultima categoria. Ma devo dire che nessuno dei nostri tesserati ha mai chiesto un “cent”.  E in questo siamo orgogliosamente primi. Come si dice… “Poveri ma belli”.

Daniele KRAVANJA