Fabio D’Andrea ha detto basta. L’arbitro di Rigolato appende il fischietto al chiodo dopo 32 anni di carriera con oltre 1200 incontri diretti. Potrà così dedicarsi anima e corpo alla carica di Sindaco di Rigolato, dopo aver amministrato tutte quelle partite sui campi di tutta la regione.
La carriera politica è l’altra grande passione di D’Andrea, presidente, qualche anno fa, del Consiglio Provinciale. A chi gli chiede se sia più difficile fare l’arbitro o il politico ha sempre risposto con sottile ironia (ma altrettanto realismo) che «entrambi debbono far rispettare dei regolamenti; solo che quelle del calcio sono leggi più semplici, mentre in politica, molto spesso, le leggi equivalgono a quelle della jungla!».
Che arbitro è stato Fabio D’Andrea? Un direttore di gara pieno di buon senso, uno che pur senza dialogare troppo coi giocatori riusciva comunque ad instaurare con loro un rapporto improntato al rispetto reciproco. Non disdegnava, però, la battuta che, in un momento di tensione, magari, serviva a stemperare il clima. Lo ricordiamo protagonista assoluto nello spareggio che nel 2004 assegnò lo scudetto alla Velox contro il Campagnola. La partita si rilevò tesa come da sempre lo sono le gare decisive, eppure lui seppe tenerla in pugno dall’inizio alla fine. Non perse mai la testa e quando verso la fine la stanchezza iniziò a farsi sentire, ad ogni intervento in cui un giocatore rimaneva a terra autorizzava l’ingresso in campo del massaggiatore: un espediente «autorizzato» dal regolamento ed utilizzato con intelligenza da à fine politico.
La partita di mercoledì 11 agosto tra Audax e Lauco è stato il suo ultimo atto nel Carnico, quell’ambiente che D’Andrea ha già detto che gli mancherà molto.

(da Il Gazzettino)