{"id":3167,"date":"2010-10-24T21:47:03","date_gmt":"2010-10-24T19:47:03","guid":{"rendered":"http:\/\/2010.carnico.it\/blog\/?p=3167"},"modified":"2019-06-06T09:55:45","modified_gmt":"2019-06-06T07:55:45","slug":"lamaro-torna-in-seconda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/2010.carnico.it\/blog\/2010\/10\/24\/lamaro-torna-in-seconda\/","title":{"rendered":"L&#8217;AMARO? UN POMERIGGIO DOLCISSIMO"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_3168\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a rel=\"attachment wp-att-3168\" href=\"\/\/2010.carnico.it\/blog\/2010\/10\/24\/lamaro-torna-in-seconda\/p1020662\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3168\" class=\"size-thumbnail wp-image-3168\" title=\"P1020662\" src=\"\/\/2010.carnico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2010\/10\/P1020662-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3168\" class=\"wp-caption-text\">La festa dell&#39;Amaro<\/p><\/div>\n<p>Se lo spareggio di Rigolato potesse essere paragonato ad un pranzo, non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che \u2026 l\u2019amaro (la \u201ca\u201d andrebbe maiuscola\u2026)\u00a0 \u00e8 stato servito al momento giusto.<br \/>\nEh gi\u00e0, perch\u00e9 mancava veramente poco alla fine di una partita intensa, vibrante, a tratti anche bella.<br \/>\nMancava poco, poco pi\u00f9 di 120 secondi all\u2019ultimo atto del Carnico quando Moratti si \u00e8 inventato un gol pazzesco, col pallone alzato con la punta del piede e poi infilato nella porta dell\u2019Ardita con una conclusione poderosa.<br \/>\nIn quel tiro c\u2019era davvero tutto: preparazione, conclusione, precisione e soprattutto promozione. Quella che l\u2019Amaro attendeva da anni, 25 per l\u2019esattezza. Perch\u00e9 dopo la doppietta ad inizio anni \u201990, la squadra biancazzurra non ha fatto altro che fare onore al suo stemma: il gambero.<br \/>\n<!--more-->E proprio come i gamberi la squadra andava sempre all\u2019indietro, non trovando mai la forza necessaria per onorare quei due scudetti vinti in un lampo accecante ma brevissimo e soprattutto irripetibile.<br \/>\nE\u2019 una promozione, quella dell\u2019Amaro, che forse era la storia a pretenderla. Perch\u00e9 fa sempre un certo effetto vedere una squadra che ha vinto due scudetti sprofondata quasi sempre all\u2019ultimo posto in Terza categoria. L\u2019Ardita, tra non molto, scriver\u00e0 belle pagine di calcio, perch\u00e9 ha un allenatore innamorato del calcio ed un nugolo di giocatori giovani ma gi\u00e0 davvero bravissimi. Forse una delusione come questa far\u00e0 crescere un po\u2019 di pelo nello stomaco ai tanti ragazzini in maglia gialla, quei peli che servono molto di pi\u00f9 di quella della barba, perch\u00e9 puoi crescere, puoi maturare, puoi, in una parola, diventare grande, ma se le delusioni e le sconfitte non ti fanno diventare anche un po\u2019 \u201ccattivo\u201d diventa dura andare a vincere. Ed in fondo, tutto questo l\u2019Ardita lo ha provato sulla sua pelle nella domenica del \u201cFranzil\u201d: perch\u00e9 i gialli avevano avuto quasi subito il match ball a loro disposizione: Cantone, al 13\u2019, li aveva portati in vantaggio e subito dopo Simone Romanin si era procurato un rigore e l\u2019espulsione del portiere avversario per fallo da ultimo uomo. Raffaele Carrera, dal dischetto, aveva, insomma, la possibilit\u00e0 di raddoppiare il vantaggio e gestirlo poi in superiorit\u00e0 numerica. Ma qui entra in scena Max Moroldo: lui pensava di trepidare da dodicesimo in panchina. Gli acciacchi, l\u2019et\u00e0, la lunga inattivit\u00e0, insomma, gli avevano ritagliato quel ruolo di portiere di riserva che tanto ben si addice agli estremi difensori a fine carriera. Ed invece Max, appena entrato si \u00e8 levato la ruggine da muscoli e tendini ed \u00e8 andato a deviare in angolo la conclusione dagli undici metri di Carrera. Che impatto sul match! Ma l\u2019appuntamento col raddoppio sembrava solo rinviato: un palo di Zanier, una paratona di Moroldo ed un\u2019uscita dello stesso all\u2019ultimo secondo prima della pausa, per\u00f2, avevano presagi piuttosto sinistri. Vuoi vedere che nel secondo tempo?&#8230; Detto fatto: inizia la ripresa e quel matto di Vidoni su punizione infila il pari. Per uno che tra un mese compie 40 anni un bel modo di festeggiare l\u2019evento! L\u2019Ardita per\u00f2 non si scompone e dopo poco al minuto 13 (la numerologia avr\u00e0 il suo peso i queso spareggio, fateci caso\u2026), su punizione, Raffaele Carrera si riscatta e riporta Forni Avoltri in paradiso. \u201cMicio\u201d Romanin in panchina sa che queste partite si vincono anche con l\u2019esperienza ed allora toglie Di Val e butta nella mischia Del Fabbro. Fabio \u00e8 l\u2019uomo della storia perch\u00e9 nel 1991 fu lui a siglare il gol che valse all\u2019Ardita la Coppa Carnia, la pi\u00f9 grande vittoria della societ\u00e0 giallo nera. Ma Fabio non fa in tempo ad entrare che subito dopo l\u2019Amaro pareggia: Eder che portiere non \u00e8 ma si \u00e8 adattato al ruolo con grande spirito di sacrificio ed attaccamento alla maglia, va gi\u00f9 lento ed impacciato su un tiro di Petterin che tutto sembrava fuor che irresistibile. Ironia della sorte, Eder si fa anche male ed allora in porta (visto che l\u2019Ardita non ha un 12) ci va proprio Fabio Del Fabbro. Deve proteggere la porta, Fabio, e forse anche un pezzettino di quella storia che lui stesso scrisse in quella finale di Ovaro del 1991. E Fabio se la caver\u00e0: l\u2019Amaro non lo impegner\u00e0 pi\u00f9 di tanto e lui, specialmente coi piedi ci sa fare\u2026 Il tempo scorre e arriva il 90\u2019 poi i supplementari e poi, forse, i rigori. Rigori? No, aspettate un attimo, sembra dire Moratti. Ci voleva uno con un cognome cos\u00ec ad Amaro. Qualche chilometro pi\u00f9 ad ovest, dalle parti di Milano, uno con lo stesso cognome ha aspettato tanti anni prima di vincere qualcosa e forse \u00e8 proprio questo filo sottile che lega i due Moratti: Massimo e Luca. E cos\u00ec al minuto 13 (visto i numeri? Riguardatevi i minuti dei due gol dell\u2019Ardita..) del secondo over time, Luca lavora un bel pallone al limite dell\u2019area e lo infila nella porta di Del Fabbro. Fabio non ferma la storia dell\u2019Ardita, Luca firma quella dell\u2019Amaro. Ancora due minuti, tre\u00a0 e poi Cattani fischia la fine. L\u2019Amaro fa festa e l\u2019Ardita si dispera. 3 a 2, tanti gol e alla fine scopri che protagonisti sono stati i portieri: Tolazzi, Moroldo, Eder e Del Fabbro. Il calcio sa essere strano e far venir voglia di cambaire i proverbi: la Carnia sarebbe dolce se il primo paese fosse restato in &#8230; Terza, penseranno a Forni Avoltri. Gi\u00e0, la Terza: la categoria dove milita il Rigolato. L&#8217;organizzazione dell&#8217;evento, per\u00f2, \u00e8 stata da squadra di Prima, con Gino Candido, abile alla griglia quasi come lo era in campo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se lo spareggio di Rigolato potesse essere paragonato ad un pranzo, non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che \u2026 l\u2019amaro (la \u201ca\u201d andrebbe maiuscola\u2026)\u00a0 \u00e8 stato servito al momento giusto. Eh gi\u00e0, perch\u00e9 mancava veramente poco alla fine di una partita intensa, vibrante, a tratti anche bella. 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